domenica 8 luglio 2018

Vallo Alpino: le strutture di Pian Littorio e del Fontanone e le postazioni dei 13 Laghi (Prali)



Salendo verso il Colle d’Abries, dopo Bout du Col la strada attraversa la località Fréiboujo, detta anche “Pian Littorio” durante il periodo fascista. Qui si trovano alcune strutture che risalgono alla prima metà del XX secolo, anche se l'uso militare della zona è precedente. Nell’ambito del Vallo Alpino vennero edificate una casermetta a un solo piano e pianta rettangolare, posizionata quasi a ridosso della parete rocciosa, e la stazione di arrivo della teleferica che sale da Bout du Col. A entrambe le costruzioni è stata smontata la copertura dopo la guerra. La teleferica era azionata tramite un acquedotto a monte di Fréiboujo che trasportava l'acqua alla stazione di arrivo, dove veniva messa nelle benne discendenti che per gravità scendevano a valle, consentendo di far risalire un peso corrispondente. Benché fosse ufficialmente definita una teleferica “portaferiti”, che avrebbe dovuto servire a evacuare rapidamente i feriti in caso di combattimento in zona, non risulta sia mai stata utilizzata per tale scopo, mentre è stata invece usata per portare a valle militari vittime di assideramenti e, continuamente, per portare in quota uomini, armi e materiali anche per costruire le altre strutture in quota che compongono il Caposaldo Abries.
Nel pianoro a nord della strada sono ancora visibili molti dei basamenti dei pilastri della teleferica, situati a distanza ravvicinata. È la conseguenza di un'esigenza tecnica che nasce dalla necessità di far passare un valico alla teleferica: in sostanza succede che se la fune portante si piegasse in modo repentino, gli sforzi cui sarebbe sottoposta comprometterebbero la sopravvivenza dell'impianto. Il cavo perciò deve sempre essere posato sui cavalletti libero di assumere la cosiddetta forma a “catenaria”, che è caratteristica di una fune o catena sospesa fra due sostegni. Questo deve succedere anche quando la curva è al rovescio: la fune deve avere la stessa forma ma con la curva verso l'alto. Per ottenere questo risultato, non potendo contare sulla forza di gravità, occorre calcolare che forma deve avere e predisporre una serie di sostegni che la determinino in modo forzoso.
Sul versante opposto della vallata rispetto a Pian Littorio, in località Fontanone, dove la vecchia mulattiera che passa per il Raccias si congiunge alla pista sterrata che sale da Bout du Col, si trovano i ruderi dell’opera 11, una struttura di tipo 15000 che puntava in direzione del Col d’Abries e che è stata fatta saltare in base agli accordi del dopo guerra, i quali prevedevano la distruzione delle strutture militari entro una certa distanza dal confine. Nelle vicinanze, su un promontorio da cui si domina la vallata, si trovano i resti di una postazione all'aperto, realizzata con semplici pietre a secco.
La zona di Pian Littorio e del Fontanone

Nella conca dei Tredici Laghi, oltre alle numerose strutture militari realizzate tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, si trova il lago Ramella o Rametta (2586 m), conosciuto anche come il “Lago dei cannoni” per la presenza di due cannoni ancora in postazione nelle rispettive piazzole (caso unico in tutto il fronte Alpino Occidentale), i quali facevano parte della 149ª batteria di artiglieria della G.a.F. (Guardia alla Frontiera). Completata nel 1939, la batteria era composta da 4 cannoni 149/35 ad affusto rigido a ruote, posizionati in piazzole allo scoperto rivestite di muri a secco e cemento, a cui erano addossati un paio di metri di terra per attutire eventuali colpi in arrivo. Due postazioni (quelle che conservano ancora i cannoni) sono posizionate esattamente sulla riva del lago, mentre le altre due (che conservano solo miseri resti) sono più in basso e si incontrano scendendo verso ai ricoveri Perrucchetti. Completavano la dotazione due baracchini per i detonatori, un magazzino in posizione defilata e i baraccamenti per i serventi, di cui restano poche tracce. Dal momento che non fu possibile trovare in loco sabbia idonea per la costruzione del ricovero, la stessa fu trasportata da Ribba, circa mille metri più in basso[1].
Il compito della 149ª batteria era quello di battere il vallone di Abries per disperdere eventuali assembramenti o accampamenti di truppe nemiche sistemati fra il paese di Abries e la piccola borgata di La Monta, base di partenza per un possibile azione offensiva attraverso il Colle della Croce. Durante le operazioni del 1940, la batteria aprì più volte il fuoco sui paesi di La Monta e di l'Echalp; nel vallone di Abries tutt'oggi delle lapidi ricordano le vittime dei bombardamenti. Nel 1950 la batteria venne smantellata e tutto il materiale ferroso possibile venne recuperato: i cannoni posizionati sulle rive del Lago Ramella vennero privati della volata (tagliata con la fiamma ossidrica), dei sistemi di puntamento e degli otturatori. E’ comunque ancora possibile leggere molti dati tecnici (peso, ditta costruttrice, ecc.), tra cui l’anno di realizzazione (tra il 1916 e il 1917). Degli altri due cannoni, posizionati più in basso, restano come si è detto solo alcuni resti: una coda d'affusto, parti delle canne, alcuni pattini dei cingoli.

[1] M. e P. Boglione (a cura di), FESTUNG ‐ Enciclopedia multimediale del Vallo Alpino



Sfoglia le gallery fotografiche qui sotto:

Pian Littorio e Fontanone

La zona di Pian Littorio (o Freibougio) e del Fontanone (Prali)

Il Lago dei cannoni

Il Lago dei Cannoni (Prali)

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