martedì 20 dicembre 2016

Antiche Mura oltre i Confini

L' Associazione Culturale "Vivere le Alpi" e l' AssCulturale LaValaddo per augurarvi Buone Feste, vi propongono un viaggio tra storia, architettura e cartografia alla scoperta delle fortificazioni medievali di Oulx e delle fortificazioni italiane e francesi all'ombra della batteria dello Chaberton.
Intervengono Davide Bianco, Luca Grande, Simona Pons e Andrea Terzolo

Appuntamento per il 23 dicembre 2016, ore 20.30! 

 

lunedì 12 dicembre 2016

Alla

Dopo il rinvio forzato causato dall'alluvione che ha duramente colpito il pinerolese, l' Associazione Culturale "Vivere le Alpi" per il suo III anniversario invita nuovamente tutti a scoprire gli animali che "vivono" le Alpi con un pomeriggio culturale ospitato dai locali dell' ANP - Civico Museo di Scienze Naturali Mario Strani in cui interverranno numerose associazioni ed istituzioni impegnate nella tutela della fauna alpina selvatica e non.
Sabato 17 dicembre 2016, presso il Museo di Scienze Naturali di Pinerolo
 
Scopriremo insieme l'attività de Il Rifugio degli Asinelli ONLUS di Sala Biellese, del C.A.N.C. - Centro Animali Non Convenzionali di Torino e l'impegno dell'associazione L'arte nell'essere lupo e del Parco Alpi Cozie nelle nostre valli.
Sarà possibile visitare l' ANP - Civico Museo di Scienze Naturali Mario Strani e la mostra di fotografia naturalistica curata da Giuseppe Martini e Lorenzo Argento.
Verranno inoltre consegnati al C.A.N.C. - Centro Animali Non Convenzionali di Torino gli oltre 50 kg di alimenti e materiali dall'Associazione negli ultimi mesi.
Nell'ambito della manifestazione verranno inoltre premiati i vincitori di Scatta il Forte, il concorso fotografico organizzato insieme all'Associazione Culturale La Valaddo per la promozione delle opere fortificate alpine.
Al termine del pomeriggio un rinfresco aperto a tutti i partecipanti per augurare a tutti voi buone feste!

martedì 15 novembre 2016

Risultati del concorso fotografico SCATTA IL FORTE III


Vince, replicando il successo della prima edizione Luigi Avondo, che si aggiudica il pernottamento per due persone nel BnB1504 ad Oulx con la fotografia “Forte di Fenestrelle”, risultata la più votata dal pubblico.
Secondo posto per Federico Milesi che vince l’aperitivo di benvenuto e la cena presso l’ Agriturismo Costa Lourens di Torre Pellice con il suo scatto “Exilles, il gigante nella nebbia”, mentre sul terzo gradino del podio, ad aggiudicarsi un buono spesa di € 50 presso “Fotografica Gariglio” di Perosa Argentina, sale Enrico Durando con “Le caserme del Gran Serin”.
Quarto Claudio Bonifazio, campione uscente, con lo scatto “Chaberton, dominio sulla val Thuras” e quinto Walter Riccio con “Caserma Malamot, la dove osano le aquile”, entrambi ad aggiudicarsi una creazione artistica dell’artista RobertaAmprino e una stampa fotografica di un’opera di Giuseppe Martini.
Inoltre, una giuria tecnica ha ritenuto, come già anticipato, di assegnare anche un premio ulteriore, consistente in un’opera artistica messa a disposizione dall’artista Mery Rigo e da un’opera fotografica concessa da Giuseppe Martini e tale premio lo potrà ritirare Michele Francesco Barale, con la sua fotografia “Mare-il confine è orizzontale – Batteria dello Chaberton”.
Le motivazioni verranno spiegate direttamente all’anniversario dell'Associazione che si terrà il 26 novembre dalle 14.30 a Villa Prever di Pinerolo, dai membri della giuria tecnica che premieranno direttamente il vincitore.

lunedì 8 agosto 2016

Presentazione progetto "A scuola di Forti"


Ricordiamo che domani, nell'ambito della manifestazione "Campane e Campanili in gioco" a Perrero, verranno presentati gli ottimi risultati raggiunti dal progetto "A scuola di Forti", finanziato grazie ai fondi della L.482/99 gestiti dall'Unione dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca e nato dalla collaborazione dell' Associazione Culturale "Vivere le Alpi" e dell' AssCulturale LaValaddo.
I lavori dei bambini della Scuola Primaria di Inverso Pinasca verranno presentati dall'insegnante Stefania Micol e da Martino Laurenti.

domenica 5 giugno 2016

Castelli tra terra e mare: Forte di Castruccio

In posizione sopraelevata rispetto alla cittadella Firmafede, sorgeva da epoca antica il castrum de Sarzano, chiamato poi Fortezza di Castruccio.
 La struttura venne modificata ed ampliata nel 1488 nell'ambito del programma di rinnovamento difensivo della zona e fu, poi,  completata nel 1502 con la costruzione del rivellino che inglobò la vecchia torre medievale. 

Attualmente è un museo.

domenica 1 maggio 2016

Castelli tra terra e mare: la fortezza Firmafede

Sorge al confine sud orientale del borgo fortificato, nato all'inizio del XIII secolo intorno alla locale chiesa di S. Maria, la fortezza di Firmafede si sviluppa quando i pisani, alleati dei sarzanesi, cingono di mura la città ed edificano il centro fortificato, completato poi nel 1314 con bastioni e battifolle.

I fiorenti distruggeranno la fortezza nel 1487, ma vista la posizione strategica, decideranno di fortificare nuovamente la zona con una cittadella che risulta abitata già 5 anni dopo. 

La fortezza è stata recentemente ristrutturata ed oggi viene utilizzata per manifestazioni culturali

domenica 10 aprile 2016

Il Castello, poi Forte San Michele di Bricherasio


Foto: ©Luca Grande e Davide Bianco

Gallery completa:

Per saperne di più: http://atlante-operefortificate.blogspot.com/2016/04/il-castello-poi-forte-san-michele-di.htmlFoto: ©Luca Grande e Davide Bianco
Pubblicato da Atlante delle Opere Fortificate su Sabato 9 aprile 2016

domenica 3 aprile 2016

Castelli tra terra e mare: la Fortezza dell'Isola Palmaria

La Batteria Umberto I sorge immersa nel Parco dell'Arcipelago di Porto Venere, patrimonio dell'UNESCO, e fu costruita su progetto del Tenente Colonnello Ferdinando Spegazzini tra il 1887 e il 1889 nell'ambito del progetto di miglioramento della difesa del Golfo di La Spezia.


Tutta la struttura doveva sostenere la cupola in ghisa che ospitava l'armamento della batteria ed era costituita da 15 scudi trapezoidali disposti l'uno accanto all'altro e da due piastre a coprirne il cielo. 
Particolari sono le murature, costruite con la pietra calcarea locale, e caratteristiche per l'alternanza di un tessuto murario costituito da conci in pietra da taglio perfettamente liscio con elementi specialistici in corrispondenza delle bozze angolari, delle bucature ad arco e del basamento, lavorati in forma di bugnato rustico fortemente aggettante.

Oggi la Batteria è stata completamente ristrutturata mantenendone la qualità architettonica primitiva.

Testo: Simona Pons
Foto: http://www.wikispedia.it/mediawiki/index.php?title=BATTERIA_UMBERTO_I

sabato 19 marzo 2016

Vallo Alpino: Caposaldo Col Barant o Courbarant (Bobbio Pellice)


Il Colle Barant divide la Conca del Prà dal Vallone dei Carbonieri. È conosciuto anche come Colle Baracun, per via di un ricovero militare costruito nei primi anni del ‘900 e usato per controllare eventuali movimenti di truppe francesi. Utilizzato durante la 2° guerra mondiale come Caserma VIII della G.a.F. (Guardia alla Frontiera), questa struttura è stata recuperata verso la fine degli ani ’90 grazie alla Comunità Montana Val Pellice (ora Unione Montana del Pinerolese), ed oggi è nota agli escursionisti come il “Rifugio Barant”. L’edificio è a due piani, con un’intercapedine sul retro e un baraccotto esterno che ospitava le latrine.
Negli anni ’30 del XX secolo venne realizzata una strada militare per raggiungere il Colle Barant dal versante sud-est, risalendo la Comba dei Carbonieri, mentre la pista che arriva dalla Conca del Prà fu costruita solo negli anni ‘70. Nel 1939 venne approvato un progetto, redatto dal Genio del Corpo d'Armata di Torino,  che prevedeva numerose opere e ricoveri nei pressi del Colle Barant. Ad agosto iniziarono i primi lavori di picchettamento e scavo delle opere, ma le condizioni meteorologiche particolarmente inclementi impedirono di effettuare le gettate di cemento. Nell’agosto del 1940, con la guerra contro la Francia in corso, lo Stato Maggiore decise di abbandonare ogni progetto difensivo riguardo il Col Baracun mentre l'azione a difesa del Colle della Croce fu affidata alla 150° batteria G.a.F. del Fautet, già realizzata (vedi più avanti). L’unica opera a venire completata fu la n.35, mentre di alcune delle altre vennero appena iniziati gli scavi delle fondamenta.
Se dal Colle Barant si percorre il costone a nord‐est, si vedono ancora numerose piazzole e spianamenti in terra battuta, oltre ad alcune tracce di scavi per bunker interrati e postazioni all’aperto. Proprio sopra l’attuale rifugio vi sono i resti dell’osservatorio del Barant, un semplice muretto a semicerchio in pietra a secco in splendida posizione dominante sulla Conca del Prà e su tutto il crinale di confine con la Francia. Seguendo invece il crinale verso sud-ovest si raggiunge il Col Porsel, dove era stata realizzata una postazione per mitragliatrice all'aperto, protetta solamente da un muro di pietre, ed un piccolo ricovero d’osservazione.
Scendendo dal versante verso il Prà si può trovare un altro rudere di baraccamento militare, con i resti di una cucina, alcuni mucchi di filo spinato, piazzole e spianamenti e una vasca in cemento per la raccolta dell’acqua. Poco più a valle, in corrispondenza del primo tornante, ecco l’opera 35: edificato al riparo di un blocco roccioso e mimetizzato con l’utilizzo di pietre locali, il bunker è costituito da una semplice postazione per due mitragliatrici battenti a nord, verso la Conca del Prà e il Colle della Croce.
Scendendo ulteriormente di quota si raggiunge il giardino botanico alpino “B. Peyronel”: il piccolo edificio ristrutturato come riparo per le guide‐custodi del giardino era anch’esso un ricovero militare, e alle sue spalle si può osservare l’inizio di uno sbancamento per qualche bunker rivolto verso il confine francese. Verso est sono ancora visibili i piloni e il cavo di una teleferica.
Più in basso, in località Colletta, è possibile imboccare il bivio della mulattiera militare dell’Autagna, che attraverso numerosissimi tornanti scende, dopo un dislivello di 1.200 metri, fino al fondovalle principale, nei pressi della borgata Eyssart. Nei dintorni si trovano i resti di un baraccamento militare, ormai completamente diruto, con a fianco i basamenti per una teleferica o qualche altro impianto. Poco a monte, sulla dorsale del Courbarant, restano alcuni trinceramentidi probabile origine fine-settecentesca, forse utilizzati anche durante il periodo della seconda guerra mondiale. Infine, continuando a scendere lungo la pista verso il Prà, in corrispondenza di alcuni speroni rocciosi si osservano gli scavi e gli sbancamenti realizzati per tre bunker, mai completati.
Sull’altro versante, scendendo in direzione del Rifugio “Barbara Lowrie”, in loc. Pian delle Marmotte si notano alcuni ruderi, con tutta probabilità altri baraccamenti di origine militare di inizio ‘900, oggi utilizzati dai pastori per il ricovero delle greggi. Sempre qui si possono ancora osservare i pochi resti di quello che, sulle mappe di fine ‘700, era definito “Campo trincerato del Gias Superiore”.
Giunti al bivio per l’Alpe La Rossa si può scorgere una piccola struttura in calcestruzzo posta a ridosso del versante montano sul lato opposto: si tratta della stazione di arrivo della teleferica del Fautet, che proveniva da Pralapia ed era utilizzata per il trasporto di materiali in quota. Per raggiungerla si prende la diramazione che scende verso l’alpeggio e poi si imbocca sulla sinistra una mulattiera militare, passando accanto ai ruderi di un vecchio baraccamento militare. L’edificio della stazione della teleferica si presenta ancora in ottimo stato di conservazione, con tetto e muri integri e, all’interno, il basamento che sorreggeva la parte meccanica, con la puleggia motrice e la corona dentata. Salendo in direzione est fino a raggiungere la vetta pianeggiante del Monte Fautet, si incontrano le quattro piazzole della 150° batteria campale G.a.F. da 149/35. Costruite a contorni irregolari per ragioni di mascheramento, sulla fronte presentavano un basso muro di protezione a secco.






Sfoglia la gallery fotografica qui sotto:

Vallo Alpino: Caposaldo Col Barant o Courbarant (Bobbio Pellice)

domenica 6 marzo 2016

Castelli tra terra e mare: il Castello di Porto Venere

Il Castello di Porto Venere ha origini antichissime; nel 1161, infatti, si pose mano alla riedificazione di un maniero preesistente, posto in posizione sovrastante la famosa chiesa di San Pietro: in questi anni lo si congiunse ad un'opera fortificata composta da due torri gemelle. Porto Venere, però continuerà ad avere due "castrum" con diverse funzioni e diversi castellani.


Nel 1453 il castello venne demolito dai Genovesi, allo scopo di costruire nella stessa posizione una vera e propria fortezza nel quadro di un'opera di riammodernamento del sistema difensivo dell'intero golfo. L'edificio fu poi dese del Podestà nei secoli XVII e XVIII e utilizzato addirittura come carcere in età napoleonica, ma senza modificare la struttura. 

Oggi vediamo l'opera nella sua struttura seicentesca, avvolta da spesse murature completamente prive di vuoti.

Testo e Foto: Simona Pons

domenica 7 febbraio 2016

Castelli tra terra e mare: il Castello di Lerici

Il Castello sorge a difesa dell'omonimo abitato fin dal 1152, anno in cui i feudatari locali cedettero a Genova il territorio: all'epoca si trattava probabilmente di una torre di avvistamento, primo nucleo della successiva fortificazione, poi conquistata dai pisani nel 1241 e da loro ampliata.
 

Nella metà dell'XIII secolo il castello subì i primi apliamenti con l'edificazione di una torre maestra e di una cinta di bastioni: mantenne questo aspetto fino a quando tornò alla Repubblica di Genova nel 1437. Un secondo ampliamento ci fu nel 1555, quando il castello prese l'aspetto attuale con una massiccia costruzione esterna e una possente torre pentagonale.


Il Castello oggi ospita il Museo Geopaleontologico del territorio e il Museo del Giocattolo, vi si accede attraverso una scalinata oppure con ascensore interno. Nel corridoio di accesso al vano ascensore è esposta una mostra di dipinti del locale Liceo Artistico che reinterpretano alcuni quadri famosi inserendovi proprio la famigliare sagoma del castello.



 
Testo e Foto: Simona Pons

martedì 5 gennaio 2016

Riceviamo e condividiamo: le iniziative dell'Associazione "Le Bergers des Pierres"

L'Associazione "Le Bergers des Pierres" propone alcune uscite alla scoperta di alcune fortificazioni francesi:

 
  •  in aprile 2016: Fort des Ayvelles (Mézières), Château de (Sedan), Ouvrage de ferme Chappy (A1), Abri du Bichel sud (X19), Abri du Bois de Cattenom (X14), Fort de Guentrange, PO de Sentzich (A16), PO du Bois-Karre (A12). Per info e costi: Fiche d'inscription sortie avril 
  • in giugno 2016: FORT DE BELLEVILLE (Verdun), FORT BELRUPT (Verdun), Citadelle basse (Verdun), Citadelle haute (Verdun), Fort de Douaumont (Verdun). Per info e costi: Fiche d'inscription sortie juin.
  •  in luglio 2016: Fort du Mont (Albertville), Fort de Montgilbert (Albertville), Blockhaus du Lenlon (Briançon), Fort de l'Olive (Briançon). Per info e costi: Fiche d'inscription sortie juillet



Per chi fosse interessato ad essere sempre aggiornato sulle iniziative dell'associazione:
sito internet: 
 

Per chi fosse interessato ad associarsi:

domenica 3 gennaio 2016

Castelli tra terra e mare: il Castello San Giorgio a La Spezia

Il Castello situato sulla collina del Poggio da cui poteva difendere il primitivo nucleo della città, fu costruito a partire dal 1262; fu però subito ditrutto da Oberto Doria quando La Spezia dovette cedere al dominio della Repubblica Genovese. 
Alla fine del XIV secolo si assistette alla riedificazione del castello sui suoi stessi resti con mura difensive arricchite da 5 torri e 5 ingressi. Nel 1443, le lotte tra i genovesi e i Visconti portarono alla necessità di ricostruire il tracciato della cinta e poi, nel 1607, si diede inizio alla costruzione della parte superiore del castello.

Il Castello assunse così la sua forma attuale, a parte alcune piccole modifiche risalenti all'età napoleonica. La pianta quadrata dell'edificio centrale, con i suoi 5,50 m di lato probabilmente ripercorre lo schema costruttivo della torre del primitivo impianto medievale; mentre la cinta muraria trecentesca è particolarmente bella per la sua realizzazione in conci in pietra disposti a filaretto con gli elementi angolari di maggiori dimensioni.


Il Castello è oggi sede del Museo Civico Archeologico Ubaldo Formentini (http://museodelcastello.spezianet.it/).

Testo: Simona Pons
Foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_San_Giorgio
Bibliografia:"Nel territorio della luna, castelli tra terra e mare", Provincia di La Spezia