giovedì 31 dicembre 2015

Auguri!

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Un augurio per un nuovo anno di pace e serenità,
convinti che lo studio della storia e delle fortificazioni 
debba essere di insegnamento a noi e alle nuove generazioni
 per non ripetere più gli errori del passato e combattere le insensatezze del presente.
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Ciò che l’esperienza e la storia insegnano è questo: 
 che uomini e governi non hanno mai imparato nulla dalla storia, 
né mai agito in base a principi da essa edotti.
Hegel

mercoledì 23 dicembre 2015

Attacco al castello in versione cartone animato

Natale si avvicina e... torniamo tutti un pò bambini..
Ma per rimanere in tema di fortificazioni, vi proponiamo un attacco al castello in versione "animata"!

Tratto da "La Bella e la Bestia":

giovedì 17 dicembre 2015

II - Val Pellice

Clicca qui per scaricare la pubblicazione.

Clicca qui per vedere tutte le schede delle opere

Clicca qui per visualizzare la posizione delle opere sulla mappa

giovedì 10 dicembre 2015

Il Forte delle Nuvole e non solo! - Vivere le Alpi pubblica i video atti del pomeriggio

L'Associazione Culturale Vivere le Alpi ha pubblicato i video-atti del pomeriggio culturale durante il quale Mauro Minola ci ha raccontato la storia della 
Batteria dello Chaberton, il forte delle nuvole, e non solo!

Per chi fosse interessato a visionare la playlist con i video, ecco il link:

martedì 3 novembre 2015

II anniversario di "Vivere le Alpi": il Forte delle Nuvole e non solo...


Gli appassionati di fortificazioni avranno già capito a quale forte facciamo riferimento quando parliamo del "forte delle nuvole": il più alto d'Europa, per certi versi anche il più temuto. Oggetto di numerosi scritti da parte di esperti e studiosi, simbolo delle fortificazioni alpine, meta degli escursionisti appassionati e soggetto di fotografie spesso spettacolari: lo Chaberton!
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L'Associazione Vivere le Alpi lo ha scelto nel 2013 come "sfondo" del suo simpatico logo e oggi festeggia il suo secondo compleanno con un pomeriggio dedicato proprio allo Chaberton (ma non solo) in compagnia di uno dei massimi esperti della materia: Mauro Minola.



Siete, quindi, tutti invitati a partecipare al pomeriggio culturale per festeggiare con l'Associazione il secondo anno di attività, ascoltare Mauro Minola, ammirare la proiezione delle foto partecipanti al concorso "Scatta il Forte", scoprire i nuovi gadget (a tema "fortificazioni" ma non solo) dell'Associazione!
L'ingresso è gratuito, per info: viverelealpi@gmail.com

lunedì 12 ottobre 2015

Vallo Alpino: Isola 2000

Oggi vi proponiamo il video dell'esplorazione delle opere della zona del Colle Merlier, zona italiana fino alla revisione del confine con il trattato di pace del 1947, fatta dall'associazione Studi Cavità Artificiali Sanremo nell'ottobre 2008.


lunedì 5 ottobre 2015

La Ligne Maginot #2

Proseguiamo con i post dedicati alla Ligne Maginot 
con un documentario in lingua inglese curato dalla WGD.


martedì 22 settembre 2015

Nuova galleria fotografica: Forte Föens - Bardonecchia

 Clicca qui per visualizzare l'album

Bibliografia: D. Gariglio, M. Minola, Le fortezze delle Alpi Occidentali
Foto: © Simona Pons
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Posto lungo la strada militare dello Jafferau, edificato tra il 1897-98, il Forte Föens oggi si presenta in un discreto stato di conservazione. Il forte è un edificio a pianta rettangolare coperto da volte in cemento In un solo piano fuori terra, trovavano posto gli alloggiamenti del personale, le cucine ed i magazzini.
Armato con 4 mortai 15 ARC Ret e 2 cannoni 15 ARC nella Prima Guerra Mondiale e poi con cannoni 149/35 Mod. 1901 nel 1940.


Bibliografia: D. Gariglio, M. Minola, Le fortezze delle Alpi OccidentaliFoto: © Simona Pons-----Posto lungo la strada...
Posted by Atlante delle Opere Fortificate on Martedì 22 settembre 2015

martedì 8 settembre 2015

"Atlante delle Opere Fortificate: PHOTO EDITION": il luogo virtuale per le vostre foto-fortificate!

Se seguite la pagina facebook e il blog dell'Atlante delle Opere Fortificate da un pò...avrete già capito che uno dei nostri "punti deboli" è la passione per la fotografia...
e allora perchè non unirla a quella per le fortificazioni?

 Ecco da dove è nata l'idea del gruppo facebook "Atlante delle Opere Fortificate: PHOTO EDITION":
 un "luogo" (seppur virtuale) in cui condividere foto e album di gite e scoperte "fortificate". Vi aspettiamo!

mercoledì 2 settembre 2015

Novità...

Stiamo preparando alcune novità per voi:
- stiamo ultimando un nuovo pezzettino del nostro Atlante
- a breve potrete sostenere il progetto attraverso offerte liberali per alcuni gadget che speriamo possano essere di vostro gradimento (intanto postiamo una piccola anticipazione)....

venerdì 21 agosto 2015

Vernissage della Juve a Villar: vincono lo sport e la cultura

Grande successo per la manifestazione organizzata in occasione della tradizionale partita della Juventus a Villar Perosa, tenutasi mercoledì 19 agosto 2015! Le testate locali parlano di oltre 5.000 persone accorse per tifare i propri beniamini, ma grazie alla volontà dell'amministrazione di valorizzare la cultura locale in questa occasione, ha vinto anche la cultura!

L'Associazione Vivere le Alpi, nel suo piccolo, era presente alla prima tappa del percorso: i rifugi antiaerei e, grazie ai suoi volontari, ha accompagnato persone di tutta Italia alla scoperta di un pezzettino importante di storia di Villar Perosa, della famiglia Agnelli e della storia nazionale.

Cogliamo l'occasione di ringraziare per la bella opportunità l'amministrazione comunale e tutti coloro che hanno voluto lasciare una donazione, per noi importante per il prosieguo delle attività e l'organizzazione degli eventi culturali dell'Associazione...e i nostri complimenti al videomaker che ci fornisce il suo sguardo sulla manifestazione: noi vi proponiamo il suo video con il consiglio di dare un'occhiata al minuto 1.51, dove trovate le immagini dei rifugi!


mercoledì 24 giugno 2015

Aperte le votazioni a Scatta il Forte II


Ecco a voi le foto ricevute dell'Assocazione Culturale La Valaddo e dall'Associazione Vivere le Alpi, nell'ambito della...
Posted by Atlante delle Opere Fortificate on Mercoledì 24 giugno 2015

martedì 16 giugno 2015

Vallo Alpino: Caposaldo Ferrera (Bobbio Pellice)



Nei pressi della borgata Ferrera si trova l’omonimo caposaldo della 2° linea difensiva della Val Pellice, che si componeva di tre postazioni tipo 7000, numerate rispettivamente 26-27-28. Realizzate nel 1939 e mascherate da baite di montagna, erano armate ognuna con una mitragliatrice.
La prima struttura che si incontra risalendo la strada, appena prima della borgata Rostagni in un prato sulla sinistra, è una piccola costruzione in cemento con la volta a botte addossata al crinale erboso: si tratta di un ricovero d’artiglieria, che ospitava i pezzi della  179° batteria campale armata con pezzi da 210/8, predisposta nel 1940 per rinforzare il caposaldo. Appena sopra c’è un secondo magazzino-deposito dotato di tetto a due spioventi, ancora in buone condizioni, mentre poco lontano, di fronte, sono visibili i resti di due piccoli locali di servizio. Nel boschetto appena a sud-ovest della borgata Rostagni è possibile rinvenire un terzo deposito per materiali e munizioni, di cui restano solo i muri perimetrali, mentre il tetto è stato smontato. Le piazzole della batteria, che in una carta del marzo 1940 erano indicate nei pressi del rio a est della borgata, non sono attualmente più riconoscibili.
Proseguendo, si può lasciare l’auto a bordo strada appena oltrepassata la borgata Ferrera, ma prima di attraversare il ponte in ferro sul Pellice. Qui, infatti, si dirama una strada sterrata verso sinistra: percorrendola a piedi, dopo pochi metri di salita potremo scorgere alla nostra sinistra l’opera 26, l'unica del caposaldo Ferrera ubicata sulla desta orografica del torrente Pellice, che con il fuoco della sua arma avrebbe dovuto battere la rotabile e in particolare il ponte sul torrente Pellice. E’ la classica opera di tipo 7000, con un ingresso in trincea cui si accedeva tramite una scalinata in pietra, con un piccolo locale destinato a ricovero e la casamatta della mitragliatrice. La cannoniera non è dotata di piastra di protezione corazzata, ma i 4 spigoli della feritoia sono protetti da una copertura angolare in acciaio. Si rinviene, inoltre, il vano per una fotofonica (mai installata), che avrebbe permesso le comunicazioni con l’opera 27 ubicata sul lato opposto della vallata, dall’altra parte del Pellice. Nei pressi della struttura è ancora visibile una postazione all’aperto protetta da muri in pietra.
L’opera 27 è, invece, ben visibile dall’altra parte del ponte. Attraversato questo, si sale di due curve, oltrepassando la borgata Cairus (ove è ancora leggibile un motto fascista sulla facciata di un’abitazione) e dritto davanti a noi al tornante a sinistra si presenterà ben visibile l’arma di mitragliatrice dell’opera, cui si giunge con un viottolo di pochi metri.  La mimetizzazione della struttura è mirabile, tanto che rimane ancora oggi ben visibile un falso comignolo in pietra sul tetto in lose, poste come rivestimento al bunker in cemento mascherandolo da baita. All’interno, oltre all’arma per mitragliatrice, si possono ancora notare i due scomparti che avrebbero dovuto ospitare gli apparati per le comunicazioni con le postazioni 26 e 28. Dalla struttura diparte una lunga scalinata in pietra che giunge ad alcune postazioni all’aperto da cui si domina agevolmente la bassa valle, nonché la strada che scende da Villanova.
Tornando sulla strada, la si percorre per alcune decine di metri salendo in direzione Villanova e a destra, sul costone sopra la strada, si potrà notare, sempre mimetizzata da baita, l’opera 28, posta alla stessa quota della 27. Il centro di fuoco è praticamente gemello delle altre due opere del caposaldo e si compone di un piccolo corridoio che conduce all’arma di mitragliatrice pronta a battere la strada ed il fondovalle. Una curiosità dell’opera è data dagli scomparti che avrebbero dovuto ospitare le fotofoniche (anche qui mai installate). Come abbiamo visto la postazione 26 aveva un condotto puntato verso la postazione 27 e quest’ultima aveva due condotti, l’uno destinato alle comunicazioni con la 26 e l’altro con la 28. La postazione 28, tuttavia, anziché presentare una sola fotofonica verso la 27, come sarebbe logico, ne presenta anche un’altra verso la postazione 26, la quale non era però adibita a ricevere comunicazioni visive da tale posizione!
Nel 1940, per dare maggiore robustezza alla linea difensiva, vennero previste tre nuove opere tipo 15000, la 26/a, la 27/a e la 28/a, pensate per resistere ai medi calibri. Della prima, che avrebbe dovuto sorgere a sud-est dell'opera 26, non sono state trovate tracce; l’unica struttura individuata è una postazione di osservazione vicino alla loc. Ciappelet, dalla quale si domina tutto la zona del caposaldo. Per raggiungere l’opera 28/a occorre invece salire dal lato opposto della valle, prendendo lungo la strada provinciale il bivio a destra che conduce alla borgata Eyssart, e poi proseguendo lungo un evidente e ripido sentiero alle spalle delle case, fino a giungere su un versante da cui si dominano sia l’alta che la bassa valle. Qui si trovano gli scavi dell’opera 28/a: si possono esplorare due vaste gallerie scavate nella roccia viva, posizionate a quote diverse e individuabili dall’esterno grazie ai cumuli di materiale estratto posto agli imbocchi (uno dei quali è chiuso da un muro in pietra). Lungo le gallerie si aprono i ripidi cunicoli che davano accesso alle postazioni di tiro. Poco più a valle, sul versante di fronte alla borgata Rostagni, immersi nella vegetazione (e pertanto difficilmente raggiungibili) si trovano gli scavi dell’opera 27/a, sostanzialmente simili ai precedenti. I lavori di scavo per queste due opere iniziarono nel giugno del 1940 e risultarono praticamente ultimati nell’ottobre dello stesso anno. Nel corso del 1941 non vennero però eseguiti ulteriori lavori (rivestimenti, gettate, arredi, ecc.), perché l’amministrazione militare era indecisa sulle modifiche da apportare alle strutture. L’opera 27/a prevedeva due mitragliatrici e avrebbe dovuto essere sede del comando del caposaldo, mentre la dotazione della 28/a era di tre mitragliatrici.
Proseguendo sul sentiero a monte della borgata Eyssart, prima di arrivare alle baite di Pra del Cros si raggiunge la zona dove era stata installata un’altra postazione provvisoria per artiglierie da 75/27, indicata in una carta del marzo 1940. Qui era probabilmente schierata la 351° batteria.
Infine, nei pressi della località Autagna, sul versante in destra orografica del torrente, si possono ancora trovare i resti di alcune strutture al servizio della 180° batteria G.a.F., armata con pezzi da 210/8. Gli edifici (le cui coperture sono state smontate) sono molto simili a quelli nei pressi della borgata Rostagni: una grande struttura quadrangolare con grandi portoni di accesso era utilizzata come ricovero d’artiglieria. Gli ampi terrazzamenti presenti in zona, oggi difficilmente riconoscibili a causa della vegetazione, erano probabilmente le piazzole destinate a ospitare i pezzi della batteria. Altri due magazzini-depositi (oltre a un piccolo locale di servizio, ormai crollato) sono posizionati poco più a sud, all’inizio della mulattiera militare, in parte ancora conservata, che sale fino al Colle Barant. Se si risale tale mulattiera fino alla località Castellus, a 1.640 metri di quota, si rinvengono i pochi resti di un piccolo ricovero, oltre a un masso con molte incisioni. Una carta del marzo 1940 indica in questa zona la presenza di una batteria di 6 mortai da 45.



Sfoglia la gallery fotografica qui sotto:
Caposaldo Ferrera

martedì 9 giugno 2015

Vallo Alpino: Caposaldo Carbonieri (Bobbio Pellice/Villar Pellice)



Alla Comba degli Charbonnier (ora Carbonieri, conformemente all’italianizzazione fascista), un vallone laterale che dalla Val Pellice si dirama in direzione sud, si giunge svoltando a sinistra dalla provinciale che da Villar Pellice risale verso Bobbio Pellice. Il caposaldo faceva parte della 2° linea difensivaed era composto da tre opere, mimetizzate a baita, destinate a controllare il fondovalle con postazioni di mitragliatrice. È difficile concepire l’utilità di opere simili, che apparentemente paiono destinate a contrastare eventuali discese francesi dal Colle delle Traversette, tra Granero e Monviso, nell’ipotesi in cui fossero sfociate in Val Pellice tramite il Colle della Gianna e la Comba dei Carbonieri
Per giungere alla zona ove si rinvengono le varie opere, occorre risalire la Comba dei Carbonieri per circa 4,5 km, lasciando, poi, l’auto a bordo strada in località Ponte Pautas, all’altezza di un bivio con una carrozzabile avente le indicazioni GTA per raggiungere il Rifugio Valanza.
La prima che si incontra è l’opera 24, posta sulla destra orografica del vallone, a sinistra per chi sale. Rinvenirla non è compito agevole a causa della vegetazione e della mimetizzazione dell’opera, che ci apparirà chiaramente quale edificio bellico soltanto una volta in prossimità dell’arma di mitragliatrice o dell’ingresso in calcestruzzo. La struttura è costituita da  un semplice ingresso conducente al centro di fuoco per mitragliatrice, accanto alla cui arma è visibile il condotto per fotofonica che avrebbe permesso le comunicazioni con l’opera 23, posta più a monte sull’opposto lato del vallone.
Rimanendo su questo versante vallivo, si può proseguire a monte, mantenendo la stessa quota altimetrica. Oltrepassando un ampio prato con un paio di cascine e guadando uno stretto torrente, si proseguirà nel fitto bosco sino a rinvenire l’opera 25. Questo è il centro di fuoco più avanzato del Caposaldo e consta di ben tre armi di mitragliatrice, disposte su due piani collegati da una scala alla marinara.
Dall’opera 25 si potrà agevolmente scendere il versante vallivo verso il torrente e verso la strada che sale al Rifugio Barbara, che si troverà in pochi minuti dopo aver guadato il torrente ed aggirato una piccola centrale elettrica. Giunti sulla strada, prima di tornare verso l’autovettura, si prosegue in salita ancora per qualche centinaio di metri, sino a rinvenire, sulla destra, una diramazione circolare che raggiunge la stazione di partenza della teleferica che raggiungeva il Colle del Fautet, dove era posizionata la 150° batteria G.a.F.. La struttura è ancora agevolmente espressiva della funzione cui era destinata, essendo visibile il blocco in calcestruzzo cui era ancorata la teleferica ed il vasto deposito materiali, nonché la rampa di partenza, collegati da un piano inclinato in cemento, costruito per facilitare il trasporto del materiale. Date le condizioni precarie del tetto, non è consigliabile l’accesso all’interno.
Tornando sulla strada, si può quindi scendere verso il fondovalle, sino a trovare delle costruzioni in pietra a ridosso della strada, sul lato sinistro (scendendo). Da qui, oltrepassate le case, si può risalire il ripido crinale per una decina di minuti, sino a trovare una i resti di una scalinata che porta all’opera 23, che vede l’ingresso condurre a due diverse armi di mitragliatrici, l’una puntata verso la strada sottostante, l’altra verso la Comba di Tournau. Sono presenti inoltre le predisposizioni per gli impianti fotofonici di collegamento con le opere 24 e 25.
Nel 1940 lo Stato Maggiore dell’esercito propose di rinforzare il caposaldo con la costruzione di due postazioni tipo 15000: la 23/a (opera piccola con due mitragliatrici) e la 24/a (opera media con tre mitragliatrici). Se della seconda non sono state rilevate tracce, per l’opera 23/a, che si trova alcune centinaia di metri sopra l’opera 23, vennero invece realizzati nella stagione estiva 1940 i lavori di scavo. Come per le opere aggiuntive di Villanova, anche in questo caso l’amministrazione militare rinviò i lavori per i rivestimenti e le attrezzature, tanto che oggi sono visibili solo un cunicolo che scende nella roccia con alcuni getti di calcestruzzo e, sopra una parete rocciosa di difficile accesso, un secondo tunnel verticale di diversi metri di profondità.
 

Sfoglia la gallery fotografica qui sotto:
Vallo Alpino: Caposaldo Carbonieri (Bobbio Pellice)

martedì 2 giugno 2015

Il Forte Mirabouc (Bobbio Pellice)


Foto: ©Alessandro Boaglio


http://atlante-operefortificate.blogspot.com/2015/05/il-forte-mirabouc-bobbio-pellice.htmlFoto: ©Alessandro Boaglio
Posted by Atlante delle Opere Fortificate on Sabato 23 maggio 2015

lunedì 27 aprile 2015

Vivere le Alpi e le visite guidate ai rifugi antiaerei di Villar Perosa



Nonostante esuli dalla tematica delle opere fortificate, condivido una nuova iniziativa portata avanti da alcuni membri dell'Associazione Vivere le Alpi e da alcuni nostri collaboratori. Grazie ad una convenzione stipulata con il Comune di Villar Perosa, i rifugi antiaerei di Via della Braida, costruiti nel 1943 per proteggere la popolazione dalle incursioni aeree ed ancora perfettamente conservati, sono ora visitabili. L'Associazione "Vivere le Alpi" si è, infatti, assunta l’impegnativo ma gratificante compito di gestire le visite guidate dei rifugi e permettere a chiunque volesse visitarli di “vivere” l’importante pagina di storia e cultura che essi rappresentano per il nostro territorio.

Chiunque volesse visitarli, può liberamente contattare il numero 3382127624 (Luca) oppure il numero 3466098402 (Simona), oppure scrivere all’indirizzo viverelealpi@gmail.com ed effettuare la visita ai rifugi ed agli antistanti villaggi operai ed impiegati della Riv su prenotazione, corrispondendo una offerta libera.
Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta l'amministrazione del Comune che ci permette di fare questa bella esperienza e, sperando di incuriosirvi, pubblico alcune mie foto, scattate all'interno delle gallerie.

Simona Pons










giovedì 2 aprile 2015

Concorso fotografico "Scatta il Forte" prorogato fino al 21 giugno 2015





REGOLAMENTO

Tema del concorso:
Sono ammesse al concorso in oggetto le fotografie riguardanti il patrimonio fortificato dei territori delle Valli Pellice, Germanasca, Chisone, Susa e del Briançonnais. Le foto possono essere panoramiche oppure ritrarre particolari architettonici di fortezze e strutture fortificate di qualsiasi epoca storica. Non sono ammesse foto ritoccate, manipolate o fotomontaggi; non verranno altresì prese in considerazioni fotografie con scritte sovraimpresse, bordi o altri segni distintivi.

Numero di foto, invio e scadenze:
Ogni partecipante potrà presentare al massimo 3 fotografie (dimensioni minime 1600 x 1200 pixel), riguardanti fortificazioni, castelli, torri o un qualsivoglia complesso fortificato siti nel territorio in oggetto, che dovranno essere inviate via e-mail agli indirizzi info@lavaladdo.it oppure viverelealpi@gmail.com entro e non oltre il 21 giugno, indicando: titolo, nome, data di nascita dell’autore, un contatto telefonico o di posta elettronica a cui essere ricontattato e la localizzazione della foto.

Per essere validamente ammesse al concorso, le fotografie inviate da ciascun autore dovranno rappresentare opere fortificate differenti tra loro, pena l’esclusione dal concorso delle immagini ritraenti una fortificazione già presente tra gli scatti dello stesso autore (es. l’autore Tizio potrà partecipare con una fotografia riguardante il Forte Alfa, una riguardante il Forte Beta ed una riguardante il Forte Delta, tutti dislocati nei territori summenzionati).

Votazioni e Premiazioni:
Le foto ricevute nei termini del regolamento verranno pubblicate sul sito www.lavaladdo.it e sul profilo Facebook dell’associazione a partire dal giorno 1 luglio 2015; fino al 23 luglio 2015 il pubblico potrà votare le foto più belle inviando una e-mail ai riferimenti di cui sopra o specificando il proprio voto su Facebook. Sarà possibile esprimere fino a tre preferenze ad ognuna delle quali verrà attribuito un (1) punto. La premiazione avverrà in data 2 agosto 2015, durante la Festa de La Valaddo.

Licenze ed utilizzi del materiale fotografico:
La partecipazione è gratuita. Le opere possono essere candidate solo da parte del loro autore, il quale candidando un’opera dichiara e garantisce di possederne tutti i diritti e che essa non lede alcun diritto di terzi e non viola nessuna legge vigente; dichiara e garantisce, inoltre, di essere titolare di ogni diritto morale e patrimoniale d’autore. In ogni caso il candidato manleva l’organizzazione da ogni responsabilità, costo o onere di qualsivoglia natura che dovesse derivare dal contenuto dell’opera o dalla sua pubblica esposizione. Ogni partecipante, inoltre, per tutte le opere candidate, concede alle Associazioni promotrici del concorso una licenza d’uso completa, non esclusiva, irrevocabile e a tempo indeterminato. Il nome (o il nickname) dell’autore verrà in ogni caso indicato contestualmente ad ogni utilizzo dell’opera. Il candidato, inoltre, conformemente alle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 196/2003, consente al trattamento dei dati personali forniti, nella misura strettamente necessaria al perseguimento degli scopi statutari e con le modalità prescritte dalla normativa medesima.





Premi del Concorso


1° classificato:  Buono acquisto c/o Ferraretto (Pinasca)

2° classificato: Buono acquisto c/o Fotografica Gariglio (Perosa Argentina)

3° classificato: Buono stampa foto c/o La Fotografica (Pinerolo)

4° classificato: Buono pasto c/o Agriturismo Casa dell’Ape (Villar Pellice)

5° classificato: Buono pasto c/o Agriturismo Costa Lourens (Torre Pellice)


lunedì 23 febbraio 2015

Passeggiate nella pedemontana