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domenica 3 aprile 2016

Castelli tra terra e mare: la Fortezza dell'Isola Palmaria

La Batteria Umberto I sorge immersa nel Parco dell'Arcipelago di Porto Venere, patrimonio dell'UNESCO, e fu costruita su progetto del Tenente Colonnello Ferdinando Spegazzini tra il 1887 e il 1889 nell'ambito del progetto di miglioramento della difesa del Golfo di La Spezia.


Tutta la struttura doveva sostenere la cupola in ghisa che ospitava l'armamento della batteria ed era costituita da 15 scudi trapezoidali disposti l'uno accanto all'altro e da due piastre a coprirne il cielo. 
Particolari sono le murature, costruite con la pietra calcarea locale, e caratteristiche per l'alternanza di un tessuto murario costituito da conci in pietra da taglio perfettamente liscio con elementi specialistici in corrispondenza delle bozze angolari, delle bucature ad arco e del basamento, lavorati in forma di bugnato rustico fortemente aggettante.

Oggi la Batteria è stata completamente ristrutturata mantenendone la qualità architettonica primitiva.

Testo: Simona Pons
Foto: http://www.wikispedia.it/mediawiki/index.php?title=BATTERIA_UMBERTO_I

domenica 6 marzo 2016

Castelli tra terra e mare: il Castello di Porto Venere

Il Castello di Porto Venere ha origini antichissime; nel 1161, infatti, si pose mano alla riedificazione di un maniero preesistente, posto in posizione sovrastante la famosa chiesa di San Pietro: in questi anni lo si congiunse ad un'opera fortificata composta da due torri gemelle. Porto Venere, però continuerà ad avere due "castrum" con diverse funzioni e diversi castellani.


Nel 1453 il castello venne demolito dai Genovesi, allo scopo di costruire nella stessa posizione una vera e propria fortezza nel quadro di un'opera di riammodernamento del sistema difensivo dell'intero golfo. L'edificio fu poi dese del Podestà nei secoli XVII e XVIII e utilizzato addirittura come carcere in età napoleonica, ma senza modificare la struttura. 

Oggi vediamo l'opera nella sua struttura seicentesca, avvolta da spesse murature completamente prive di vuoti.

Testo e Foto: Simona Pons