mercoledì 11 luglio 2018

Il ricovero della Guardia Confinaria e il baraccone di Freibugio (Prali)



Salendo verso il Colle d’Abries, dopo Bout du Col la strada attraversa la località Fréiboujo, detta anche “Pian Littorio” durante il periodo fascista. Qui si trovano alcune strutture che risalgono alla prima metà del XX secolo, ma l'uso militare della zona è precedente: sulla “Guida delle Alpi Occidentali” di Martelli e Vaccarone del 1889, edito dal Club Alpino Italiano, si legge: “[…] la strada si divide in due rami che però si ricongiungono nuovamente più lontano nella regione Fraibugia, presso le rovine dell'antico Baraccone ed ai piedi della roccia detta Grande Aiuguille”. Questa struttura, già definita “antica” alla fine dell’800, è effettivamente indicata sulle carte IGM del 1880-82; ne restano forse alcune tracce nei pressi del bivio tra la pista per il Lago Verde e il sentiero che, dopo alcuni tornanti, si raccorda alla mulattiera militare che sale verso il Passo di Viafiorcia. Qui infatti si trovano degli avvallamenti in cui sono individuabili due scavi perimetrali di forma rettangolare, che potevano essere il basamento per delle strutture di cui non resta traccia, mentre un altro spiazzo è occupato dai resti di un piccolo edificio in pietra a secco, di forma squadrata ma con gli angoli arrotondati.
Vista da Pian Littorio verso est, dove si trovano il baraccone ottocentesco e la mulattiera militare del Passo Viaforcia

Sul versante opposto della vallata rispetto a Pian Littorio, in località Fontanone, dove la vecchia mulattiera che passa per il Raccias si congiunge alla pista sterrata che sale da Bout du Col, si trovano i resti di un piccolo fabbricato, che era sede della Milizia Confinaria ed è noto nella toponomastica locale come “La baracco dî prepozé”, la “baracca dei preposti”, intendendo i preposti al controllo delle frontiere. L’edificio, costruito in pietra “quasi” a secco e intonacato, è a pianta quadrata, senza più il tetto e con i muri parzialmente crollati. Si trovava in un punto strategico, in una strettoia che costituiva un passaggio obbligato per i transiti da e verso la Francia attraverso il Col d’Abries.




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