La strada militare, infatti,
oltrepassa un muro di pietra che domina il cosiddetto Vallone dei Morti e, dopo
aver oltrepassato un portale con feritoie ai lati, consente di giungere
all’ampio terrapieno ove si può accedere alla galleria che collega i pozzi
delle artiglierie con la polveriera. La batteria del Gran Serin era in grado di
ospitare 8 cannoni e 6 mortai il cui scopo era la copertura del versante
meridionale della Testa dell’Assietta per fermare eventuali attacchi
provenienti dalla Val Susa e proteggere in questo modo le batterie del Gran
Costa e del Mottas. Il forte venne disarmato nel 1915 e definitivamente
dismesso nel 1928.
martedì 4 aprile 2023
La batteria e la caserma difensiva del Gran Serin (Usseaux)
Il Blockhaus del Falouel (Fenestrelle)
Il Blockhaus del Falouel, o “Il dado”, come è comunemente chiamato, è una grande caserma cubica idonea ad ospitare circa 70 fucilieri. La struttura è situata poco sopra il Forte Serre Marie che doveva proteggere sul lato a monte, fornendo indirettamente copertura anche al sottostante Forte di Fenestrelle.
L'ingresso, a cui si accedeva da un ponte levatoio oggi distrutto,
era sul lato Est. La costruzione si presenta ancora in discreto stato di
conservazione, almeno per quanto riguarda la parte esterna, mentre scavalcando
il muro d’ingresso si può accedere solo al piano terreno, stante il crollo
delle scale per i piani superiori.
Per raggiungerlo si prende il sentiero
che parte dalla strada in prossimità del Serre Marie e lo si percorre per una
decina di minuti.
Il Forte Serre Marie (Fenestrelle)
Costruito nel 1892, il Forte Serre Marie era una batteria con lo scopo di proteggere la piazza militare di Fenestrelle ed il Colle delle Finestre e la strada dell’Assietta. La fortezza, a pianta rettangolare con tetto piano, che poteva contenere fino a 200 uomini, sorge lungo la strada militare Fenestrelle-Colle delle Finestre ed era armata con 4 cannoni da 15 GRC/Ret in barbetta, incavalcati su affusto-sottaffusto e con 2 mortai da 15.
Il Forte Serre Marie – Foto di Luca Grande,
Andrea Panin e Gabriele Ricotto
Disarmato nel corso della Grande
Guerra, il forte è stato dismesso nel 1928, venendo utilizzato, nel corso del
secondo conflitto mondiale, come deposito munizioni e ricovero per le truppe.
Oggi è ancora di proprietà del demanio militare, ma in effetti è
completamente abbandonato e ne rimangono imponenti ruderi, con gli interni
ormai degradati ed è raggiungibile anche in auto da Prà Catinat (Fenestrelle). Da Usseaux basta seguire la strada che conduce al Colle
delle Finestre. Pochi chilometri prima di arrivare al valico, seguire le
indicazioni stradali e imboccare una strada sulla destra che porta al forte.
[1] Gariglio D.,
Minola M. – Le fortezze delle alpi occidentali, Vol. 1, Edizioni l’Arciere,
1995, p. 120.
Opere minori tra Perosa e Pomaretto
1)
La Ridotta di Pomaretto
Poco si sa a livello documentale della
ridotta di Pomaretto che, invece, è indicata in alcune mappe catastali
dell’archivio comunale. Molto probabilmente fu costruita come complemento del
Forte di Perosa (o Forte San Giovanni Evangelista) e ne seguì identiche vicende.
Oggi non rimane più alcun resto visibile.
2)
Le barricate della Balma (Perosa
Argentina)
Il complesso difensivo, posto in prossimità di una strettoia
naturale nell’omonima località a monte di Perosa Argentina, fu realizzato nel
1590 dalle truppe francesi che si avvalsero, pare, anche di milizie locali;
esso ebbe un ruolo attivo per bloccare risalite della Val Chisone dei Savoia
nell’ambito della guerra per il Marchesato di Saluzzo. Le barricate furono
nuovamente coinvolte dagli scontri cinque anni più tardi quando il Lesdiguières
tentò un aggiramento per assediare il forte di Exilles. I Savoia tentarono una
manovra di alleggerimento sulla Val Pragelato che, tuttavia, si risolse in un
fiasco anche a causa delle condizioni ambientali che il mese di gennaio offriva
ad alte quote.
Le barricate, tuttavia, furono presto nuovamente coinvolte in modo
diretto negli scontri franco-piemontesi quando, nel 1597, i difensori francesi
riuscirono a respingere una colonna piemontese durante tutta una serie di
tentativi di sfondamento volti a ricongiungersi ad altre colonne con lo scopo
di annettere la Val Pragelato.
Dopo queste vicende le barricate non
furono ulteriormente protagoniste di scontri e verosimilmente la struttura
venne lentamente smembrata per utilizzarne il materiale per altri usi. Oggi non
resta alcuna traccia del manufatto.
Il Forte San Giovanni Evangelista, il Bec Dauphin e i trinceramenti della Chalm (Perosa Argentina)
Nel
1597, in sostituzione del medievale Castello di Perosa, Carlo Emanuele I di
Savoia fece costruire questo forte su progetto di Ascanio Vitozzi. Il sistema
fortificato con cinta bastionata, si sviluppava per circa 180 m. di lunghezza e
90 di larghezza lungo in costone tra l’attuale borgata Chapello e il roccione
del Bec Dauphin. Il fronte principale, volto a Sud-Ovest, era protetto da un
fossato; mentre il prospetto a Nord presentava una ridotta tenagliata protetta,
anch’essa, da fossati sui fronti principali. Il forte costituiva una solida
opera di sbarramento sia per la sua posizione strategica all’imbocco della
valle, sia per le strutture difensive che erano efficaci e piuttosto imponenti.
Nel 1601, in seguito alla Pace di Lione, il forte fu demolito; nel 1630 i
francesi, tornati sul territorio durante l’occupazione di Pinerolo,
ricostruirono una ridotta ed altre opere a stella rinforzate da bastioni. Nel
1696, dopo il Trattato di Torino, la fortezza tornò in mano piemontese; nel
1704 vi fu un nuovo subentro da parte dei francesi, ma esso durò soltanto 4
anni in quanto, nel 1708, dopo l’assedio di Torino, il forte tornò nuovamente e
definitivamente in mano sabauda fino a quando esso cadde in disuso in seguito
alla costruzione del ben più imponente Forte di Fenestrelle. Il forte verrà
definitivamente demolito tra il 1796 e il 1797 in seguito al Trattato di Parigi
tra la Francia napoleonica e Vittorio Amedeo III. Oggi rimangono i ruderi
conosciuti con il nome del roccione su cui sorgono: il Bec Dauphin.