mercoledì 1 aprile 2020

Opere minori sullo spartiacque Chisone/Germanasca

Il Colle del Pis (2.610 m), che mette in comunicazione l’alta Val Chisone (Pragelato) con il vallone di Massello, fu occupato in varie occasioni da truppe di soldati incaricati di bloccare il passaggio. Il 5 settembre del 1689 i Valdesi, al termine del cosiddetto “Glorioso Rimpatrio”, una marcia forzata con la quale erano rientrati nelle loro valli dopo l’esilio in Svizzera, attaccarono il colle con una manovra a tenaglia, convinti che il presidio di truppe piemontesi fosse molto numeroso. I difensori sicuramente avevano costruito baracconi in legno e piccoli trinceramenti presso il valico; ciononostante, l’attacco dei Valdesi andò a buon fine e i soldati piemontesi si ritirarono velocemente, subendo ingenti perdite.
Alcuni decenni dopo, durante la guerra di successione spagnola, presso i colli del Pis e dell’Albergian e nel pianoro di Moremout vennero realizzate alcune strutture di difesa dalle truppe piemontesi del marchese d’Andorno che nel 1708, dopo aver costretto alla resa il forte di Perosa e il Fort Louis, occuparono e fortificarono i due valichi tra Val Germanasca e Val Chisone, riuscendo a sostenere e respingere un attacco dei francesi. Furono costruiti trinceramenti e alcuni baracconi in legno che, complessivamente, potevano ospitare 3.185 soldati. L’importanza strategica di questa zona permase anche nei decenni successivi, tanto che nel 1745, nell’ambito della guerra di successione austriaca, i trinceramenti dei colli del Pis e dell’Albergian risultavano ancora operativi.

Il vallone del Pis in una carta del 1708
Il vallone del Pis in una carta di metà '700




















Il vallone del Pis venne nuovamente fortificato alla fine del secolo, con lo scopo principale di rallentare un’eventuale offensiva proveniente dalla Francia rivoluzionaria. Nelle carte topografiche di fine settecento si trovano numerosissimi riferimenti grafici a piccole opere difensive (ridotte, trinceramenti, corpi di guardia), di cui rimangono ancora oggi alcune tracce. La “Carta delle Valli di Luserna, di S.Martino, di Rodoretto e di Masset” indica i baracconi della Pelata del Pis tra il Monte Pelvo (Rocca del Pelato) e le bergerie di Valloncrò, un altro baraccone sul Monte Morefreddo e altri edifici ancora al Colle del Pis e al Colle dell’Arcano. La "Carte topographique des trois vallées de Lusèrne, de Pérouse et de S.Martin, …" redatta da Paisina del 1795 è più specifica: conferma la presenza di strutture ai colli Pis, Arcano, Albergian e sul Morefreddo, posiziona le baraques du Pis nel pianoro di Valloncrò, ma individua anche una ridotta difesa da un trinceramento presso l’attuale località Pian delle Sagne. Sono inoltre indicati due corpi di guardia lungo il sentiero che sale al Colle dell’Albergian, un campo trincerato e una piccola ridotta in località Moremout, e altri trinceramenti ai piedi del Monte Grand Miuls.

Il vallone del Pis in una carta di fine '700
Il vallone del Pis nella carta del Paisina del 1795



















Presso il Colle del Pis oggi si vedono solo i pochi ruderi di un baraccamento ottocentesco, anche se è possibile che l’edificio sia stato realizzato sfruttando i resti di qualche fabbricato più antico. I trinceramenti del Colle dell’Albergian, che risalgono verso la cima della Fea Nera, sono invece tuttora visibili, mentre non ci sono tracce del corpo di guardia che doveva essere presente in zona e che risulta addirittura ancora indicato nella "Carta Topografica degli Stati in Terraferma di S.M. il Re di Sardegna" di metà ‘800. Resti di altri trinceramenti sono individuabili ai piedi del Monte Grand Miuls, lungo il sentiero tra il Colle dell’Albergian e quello del Pis. La cima pianeggiante del Monte Morefreddo è stata utilizzata alla fine dell’800 per la costruzione di due ricoveri in muratura, pertanto nulla è rimasto di eventuali strutture precedenti.
La zona dove sorgeva il campo trincerato di Moremout è stata utilizzata alla fine del XIX secolo per la realizzazione di due grandi ricoveri, ma è ancora ben individuabile una ridotta di forma triangolare, realizzata con muretti di pietra a secco, posta a sud-ovest delle suddette strutture. Un’altra ridotta ancora ben conservata, simile alla precedente ma di forma trapeizodale, si trova più a valle sul versante opposto, in cima a un rilievo in località Pian delle Sagne, ai piedi del Monte Pelvo; poco al di sotto si vede anche un trinceramento, protetto sul davanti da muretti a secco. Sia queste postazioni sia quella di Moremout risultano ancora indicate anche sulla sopra citata mappa di metà ‘800. Infine, alcuni ruderi di baraccamenti sono individuabili in località Fun la Pla, a nord delle bergerie di Valloncrò.

Il vallone del Pis in una carta di metà '800
Anche la zona del Colle Clapier, situato tra il vallone di Maniglia (Perrero) e il vallone di Bourcet (Roure), alla fine del ‘600 fu sorvegliato e dotato di piccole opere dalle truppe piemontesi, nel tentativo di bloccare il “Glorioso Rimpatrio” dei Valdesi. Oggi presso il valico sono visibili solo alcuni avvallamenti nel terreno, di cui però non è possibile identificare con certezza l’origine.
Poco più a ovest, ai piedi della Punta Raccias, sono invece ancora chiaramente identificabili una ridotta e un trinceramento, che permettevano di controllare sia il Colle Clapier che il vicino Colle delle Tane, sul versante di Massello. Queste strutture però sono state sicuramente rimaneggiate nei primi anni del ‘700, e forse anche nei decenni successivi, dato che risultano chiaramente indicate nelle mappe dell'epoca. Una mappa di metà ‘800 riporta ancora l’indicazione delle due postazioni, oltre a una terza a sud-est del Colle Clapier, che però non è stata identificata sul terreno.

La zona del Col Clapier-Raccias in una carta del 1708
La zona del Col Clapier-Raccias in una carta di metà '700

















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Opere minori sullo spartiacque Chisone - Germanasca

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